Pianificare le lezioni di educazione fisica: guida pratica
Uno schema in cinque colonne per distribuire le attività lungo l'anno: risorse, spazi, obiettivi, competenze e la valutazione diagnostica del primo mese.
Organizzare un anno intero di lezioni è una delle parti più faticose del lavoro, soprattutto per chi affronta per le prime volte la progettazione nella scuola primaria o secondaria. Qui trovate lo schema che uso per distribuire le attività di educazione fisica lungo i mesi e i criteri con cui lo compilo.
Pianificare il percorso annuale serve a suddividere il tempo che abbiamo davvero a disposizione e a capire quante attività riusciamo a proporre. Senza un quadro d'insieme si finisce quasi sempre in uno dei due eccessi: progettare troppo e non riuscire a svolgere tutto, oppure restare corti e ritrovarsi con settimane da riempire.
Le tre domande da cui partire
- Quali risorse abbiamo a disposizione?
- Quali competenze pensiamo che gli studenti imparino da queste attività?
- Quali sono gli aspetti logistici delle lezioni quotidiane?
1. L'inventario delle risorse
Il primo passo è un inventario onesto del materiale disponibile. Per i docenti di ruolo è più semplice chiedere l'acquisto di attrezzature nuove, ma le richieste al Dirigente vanno di norma presentate un anno per l'altro.
Conviene anche chiedere alla scuola quale budget viene destinato ogni anno alle nuove forniture e domandare che una parte sia riservata al materiale sportivo: gli attrezzi si deteriorano facilmente. Se il budget è limitato ci sono altre strade:
- chiedere alle associazioni sportive del territorio attrezzi in comodato d'uso;
- coinvolgere il Comitato dei genitori per una raccolta fondi destinata all'acquisto di alcuni attrezzi;
- aderire a progetti come Scuola attiva Kids e Scuola attiva Junior di Sport e Salute, che a volte permettono di ottenere attrezzature dalle Federazioni.
2. Gli spazi
Il secondo passo è capire di quali spazi si dispone, dentro e fuori dall'Istituto. Molte scuole sono ancora prive di palestra: in quel caso bisogna informarsi su quali alternative esistono. Vale la pena rivolgersi anche alle società sportive del territorio, per esempio piscine o campi da tennis, e chiedere di usare i loro spazi con una convenzione.
Non è un problema da sottovalutare e non bisogna avere timore di chiedere luoghi idonei: parliamo di una disciplina fondamentale soprattutto nella scuola primaria e secondaria di primo grado, il periodo in cui i bambini sono nella fase sensibile dell'apprendimento motorio.
Se la scuola ha un cortile, si può chiedere al Dirigente di allestirlo per attività codificate, per esempio tracciando due campi da minivolley in giardino. Anche le convenzioni tra scuola e società sportive per l'uso di campi e palestre sono una via percorribile.
3. Obiettivi, competenze e riferimenti normativi
A questo punto servono chiari i riferimenti normativi delle Indicazioni per il curricolo, DM 254 del 2012: quali obiettivi di apprendimento e quali competenze si intende sviluppare. Di solito ogni scuola ha un Curricolo d'Istituto in cui questi elementi sono già declinati disciplina per disciplina. È su quella base che si progettano le attività.
Una progettazione che si modifica in corso d'opera
Quando incontreremo la classe, e poi lezione dopo lezione, ci accorgeremo che alcuni obiettivi sono troppo alti per i nostri studenti e altri troppo semplici. La progettazione va allora modificata, in modo che la maggioranza degli alunni raggiunga i traguardi previsti. Non è un documento immodificabile: è un progetto in divenire, personalizzabile in base alle esigenze degli alunni e delle singole classi.
Lo schema del planning: cinque colonne
Il planning si costruisce comodamente in un foglio di calcolo condiviso, così resta modificabile durante l'anno e può essere duplicato per ogni classe. Ecco come lo imposto per settembre e ottobre con le classi prime.
| Colonna | Che cosa contiene |
|---|---|
| 1. Periodo | Il mese e i giorni di riferimento. |
| 2. Argomento | Il tema della lezione. Do un nome a ciascuna per comodità: nel primo mese uso giochi di movimento per consolidare gli schemi motori di base e favorire la socializzazione, e introduco gradualmente esercizi e percorsi per tutte le capacità coordinative. |
| 3. Obiettivi di apprendimento | Scelti fra quelli del Curricolo d'Istituto o delle Indicazioni nazionali del 2012. |
| 4. Competenze | Declinate dal Curricolo d'Istituto o dai traguardi per lo sviluppo delle competenze delle Indicazioni nazionali. |
| 5. Valutazione | Nel primo mese è una valutazione diagnostica, che serve a capire quale livello di motricità hanno gli alunni. |
Gli strumenti di valutazione del primo mese
In palestra servono strumenti rapidi e facili da compilare. Io uso:
- griglie di osservazione;
- check list;
- griglie di autovalutazione per gli alunni;
- questionari personali per conoscere interessi, hobby e attività sportive praticate.
Condividere il planning con la classe
La progettazione mensile si può condividere con gli studenti e, se si ha già un'idea dei mesi successivi, si può mostrare anche il planning annuale. Sapere che cosa arriverà nelle prossime settimane cambia il modo in cui la classe si presenta in palestra.