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Giornata della gentilezza in palestra: tre attività per la classe

Tre attività pronte all'uso per il 13 novembre: chiedere aiuto, il biglietto della gratitudine e il puzzle delle parole gentili. Servono un cartellone e dei foglietti.

Giornata della gentilezza in palestra: tre attività per la classe

Il 13 novembre si celebra la Giornata della gentilezza. È un'occasione utile per costruire una lezione di educazione fisica che, oltre al movimento, lavori sulle relazioni della classe. Qui trovate tre attività pronte all'uso: due di riflessione e drammatizzazione, una di movimento a squadre.

Perché lavorare sulla gentilezza in palestra

La palestra è il luogo in cui le dinamiche di gruppo si vedono meglio che altrove: chi resta indietro, chi viene scelto per ultimo, chi si arrabbia per un risultato. Proporre attività ispirate alla gentilezza permette di intervenire su quattro fronti.

  • Sviluppare un pensiero positivo e l'autoefficacia. Gli alunni migliorano autonomia e auto-cura, imparano a monitorare i propri sentimenti e a essere grati e gentili con gli altri.
  • Rafforzare le relazioni fra pari. Si costruiscono interazioni costruttive dentro la classe, si dà valore all'empatia e si affrontano i conflitti che nascono nelle dinamiche di gruppo.
  • Promuovere l'empatia. L'empatia è ciò che smonta stereotipi e pregiudizi, che sono alla base del bullismo e del cyberbullismo nei contesti giovanili. Lavorarci significa lavorare sull'identità civica degli studenti.
  • Promuovere la cyber-gentilezza. Molti studenti credono che online si possa usare un linguaggio informale e spesso volgare. Vale la pena ricordare, anche durante la lezione, che i valori della gentilezza valgono pure nelle comunicazioni social.

Attività 1. Chiedere aiuto

Il punto di partenza è semplice: tutti possono trarre beneficio dal chiedere aiuto agli altri. In palestra capita spesso di affidare a un alunno il ruolo di tutor verso i compagni meno esperti, ma chi è in difficoltà negli apprendimenti non sempre riesce a chiedere sostegno ai compagni o all'insegnante. Questa attività serve proprio a rendere quel gesto normale.

Come si svolge

  1. Breve brainstorming in palestra o in classe: "Quali sono di solito i momenti in cui si chiede aiuto?". Le risposte tipiche sono: per risolvere un problema, per imparare un'abilità motoria nuova, per imparare nuove idee, per sentirsi meglio.
  2. Dividete la classe in piccoli gruppi di massimo quattro alunni. Ogni gruppo scrive su un foglio tutte le volte in cui ha sentito il bisogno di chiedere aiuto in palestra o a scuola.
  3. Le risposte, anonime, vengono attaccate su un cartellone e lette a tutta la classe. Di solito emergono situazioni come: quando devo provare un esercizio e non ho capito come si esegue; quando stiamo giocando e non ho capito bene le regole; quando mi faccio male e qualcuno mi deve soccorrere; quando ci si arrabbia per il risultato di una partita o di un gioco; quando non si è d'accordo su come sono state scelte le squadre.
  4. Chiedete poi agli alunni di indicare le persone che potrebbero dare aiuto in ciascuna di quelle situazioni.
  5. Con il role playing, mettete in scena le situazioni raccolte sul cartellone: un alunno rappresenta chi chiede aiuto, un altro il compagno che lo aiuta.

Circle time finale

  • Come ci si sente a essere supportati?
  • Che cosa si prova ad aiutare qualcun altro?
  • In che modo l'aiuto permette di superare un ostacolo?

Attività 2. Sei grato

Si svolge come la precedente, in classe o in palestra. Si parte da un brainstorming sui termini gratitudine e riconoscenza, scritti al centro della lavagna o di un cartellone appeso in palestra. Chiedete agli alunni se ne conoscono il significato: le risposte saranno del tipo "dire grazie a qualcuno che ci aiuta", "essere gentile con qualcuno". L'obiettivo è far percepire che quando qualcuno fa qualcosa di gentile per noi nasce un sentimento di gratitudine nei suoi confronti.

Chiedete poi alla classe di ricordare i momenti, a scuola o in palestra, in cui hanno provato gratitudine o riconoscenza verso qualcuno: quando un amico ha prestato un paio di pantaloncini dimenticati a casa, quando l'insegnante ha spiegato di nuovo un esercizio o un gioco che non era chiaro.

Consegnate infine a ciascuno un foglietto da completare: "Sono grato/a a ... perché ...". Gli studenti possono poi decidere di consegnare il biglietto alla persona interessata e ringraziarla dell'aiuto e del sostegno ricevuto.

Attività 3. Il puzzle della gentilezza

È il momento di movimento. Dividete la classe in due squadre che si sfidano nel trovare le parole gentili nascoste in uno schema.

  • Stampate lo schema del puzzle in due copie, una per squadra, e appendetelo in palestra o in aula.
  • Si gioca come una staffetta: gli alunni partono a turno e devono individuare le parole nascoste.
  • Ogni alunno può individuare una sola parola, poi torna indietro e dà il cambio.
  • Con una classe numerosa stampate un terzo schema e formate tre squadre.

Vince la squadra che per prima trova tutte le parole nascoste.

Materiale necessario

  • Un cartellone o la lavagna
  • Fogli per i gruppi e foglietti per i biglietti della gratitudine
  • Due o tre copie stampate dello schema del puzzle
  • Nastro adesivo per appendere risposte e schemi

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