Agenda 2030 e attività fisica: obiettivi per la scuola
Quali obiettivi dell'Agenda 2030 tocca l'educazione fisica e come portarli in programmazione: competenze, conoscenze, abilità e compiti di realtà.
L'Agenda 2030 non è materia di qualcun altro. L'educazione fisica tocca diversi obiettivi di sviluppo sostenibile, dalla salute all'uguaglianza di genere, e può entrare in programmazione con competenze e compiti di realtà concreti.
I diciassette obiettivi dell'Agenda 2030
Entro il 2015 le Nazioni Unite hanno fissato una serie di obiettivi globali (SDG) per la cura del pianeta e la prosperità di tutti:
- Sconfiggere la povertà.
- Sconfiggere la fame.
- Salute e benessere.
- Istruzione di qualità.
- Parità di genere.
- Acqua pulita e servizi igienico-sanitari.
- Energia pulita e accessibile.
- Lavoro dignitoso e crescita economica.
- Imprese, innovazione e infrastrutture.
- Ridurre le disuguaglianze.
- Città e comunità sostenibili.
- Consumo e produzione responsabili.
- Lotta contro il cambiamento climatico.
- Vita sott'acqua.
- Vita sulla terra.
- Pace, giustizia e istituzioni solide.
- Partnership per gli obiettivi.
Come disciplina che si occupa di attività fisica e sport, l'educazione fisica può contribuire ad almeno sette di questi obiettivi, che non sono gli unici: salute e benessere (3), istruzione di qualità (4), uguaglianza di genere (5), lavoro dignitoso e crescita economica (8), riduzione delle disuguaglianze (10), città e comunità sostenibili (11), azioni per il clima (13).
Obiettivo 3: buona salute e benessere
I sotto-obiettivi più vicini alla disciplina sono quattro:
- 3.3 Porre fine alle epidemie, alle malattie trasmesse dall'acqua e ad altre malattie trasmissibili.
- 3.4 Ridurre la mortalità prematura e promuovere la salute e il benessere mentale.
- 3.5 Ridurre l'abuso di sostanze.
- 3.7 Garantire l'accesso universale ai servizi di salute sessuale e riproduttiva.
Il legame più evidente è con il 3.4: una pratica motoria regolare e sistematica migliora la qualità psicologica di chi la svolge. Il 3.5 permette di sensibilizzare i ragazzi contro sostanze dopanti e stupefacenti. Il 3.7 tocca la disciplina da vicino, perché una corretta educazione sessuale presuppone una buona conoscenza del proprio corpo.
Competenze attese
- Argomentare su salute e benessere, salute sessuale e riproduttiva comprese, a sostegno della prevenzione.
- Incoraggiare gli altri ad agire per la promozione della salute di tutti.
- Assumere un impegno personale per la salute propria, della famiglia e degli altri.
Conoscenze
- Concezioni di salute, igiene e benessere, e peso del genere in questo ambito.
- Dati sulle principali malattie trasmissibili e non trasmissibili e sui gruppi più vulnerabili.
- Dimensioni sociali, politiche ed economiche della salute, effetti della pubblicità compresi.
- Salute mentale: impatto di discriminazione e bullismo, danni di alcol, tabacco e droghe.
- Strategie di prevenzione e riduzione del rischio.
Abilità
- Adottare nella routine quotidiana comportamenti che promuovono la salute.
- Pianificare e valutare strategie di promozione della salute per sé e per gli altri.
- Accorgersi quando gli altri hanno bisogno di aiuto e saperlo chiedere.
- Sostenere pubblicamente politiche per la salute e il benessere.
Compiti di realtà
- Allestire uno stand informativo o una mostra sulla prevenzione e sugli stili di vita sani.
- Pubblicare sui canali social della scuola video promozionali e formativi.
- Organizzare momenti di formazione su promozione della salute e prevenzione: attività fisica, cibi sani, educazione sessuale.
- Sviluppare un progetto di ricerca a partire da una domanda, per esempio «Vivere più a lungo è una buona cosa?».
Obiettivo 4: istruzione di qualità
L'ONU ha stabilito che l'attività fisica è un diritto fondamentale di tutti: il traguardo 4.1 riguarda quindi la disciplina in modo diretto. Le neuroscienze confermano la relazione positiva tra movimento e prestazione cognitiva: più concentrazione, funzioni esecutive più efficienti, migliore qualità del sonno. Il 4.5 chiede di ridurre le disuguaglianze, con attenzione al genere e alle persone vulnerabili: lavoro di squadra, cooperazione, problem solving ed empatia sono terreno quotidiano dell'educazione fisica. Il 4.7 riguarda le conoscenze per lo sviluppo sostenibile: attività in ambiente naturale, uso della bicicletta, attrezzi di fortuna o materiali di riciclo.
Obiettivi 5 e 10: genere e disuguaglianze
Le donne partecipano meno degli uomini all'attività sportiva fuori dalla scuola: l'educazione fisica è l'occasione per promuovere leadership ed empowerment femminile, senza stereotipi. Conta anche il dettaglio: il tono usato in classe può risultare diverso tra i sessi, e le attività vanno proposte senza distinzioni. Se si progetta un'UdA sul calcio partecipano tutti, come per la danza; fino ai primi anni della secondaria non ci sono differenze di prestazione fisica tra maschi e femmine. Con i traguardi 10.2 e 10.3 il movimento diventa strumento di cooperazione e inclusione.
L'apprendimento cooperativo
Le metodologie cooperative sviluppano interdipendenza positiva, responsabilità individuale e di gruppo, interazione tra pari; in educazione fisica il contatto tra compagni è più frequente che altrove, quindi i benefici risultano rafforzati. Il collegamento è chiaro con l'obiettivo 16.7 (decisioni inclusive e partecipative), con il 4.4 (competenze utili all'accesso al lavoro) e con il 4.5, perché ognuno deve valorizzare il contributo degli altri.
In sintesi
Materia trasversale per eccellenza, l'educazione fisica può contribuire a molti obiettivi dell'Agenda 2030: oltre allo stile di vita, sviluppa cooperazione, rispetto e coeducazione.